Il Rapporto annuale curato dall'Osservatorio Rurale del Piemonte illustra l'andamento del settore agricolo della regione nel 2016, con un'analisi delle filiere, dei mercati, delle politiche dedicate alle aree rurali e alle zone montane.
Nella nostra regione si amplia il solco tra due agricolture molto differenti tra loro. Più in difficoltà è l’agricoltura intensiva delle produzioni di base, esposta alla volatilità dei mercati e caratterizzata da una posizione debole nei rapporti con industria e distribuzione. Mostra invece segnali positivi l’agricoltura più qualificata, orientata all’export o ben inserita nei circuiti di valorizzazione delle produzioni locali.
I tempi lunghi di intervento dell’Europa in risposta alle crisi di settore si scontrano con la velocità di cambiamento dei mercati e la necessità del settore di rispondere prontamente alle emergenze. Tutto ciò segnala l’esigenza di una PAC che preveda strumenti più rapidi per gli interventi di emergenza e meccanismi di prevenzione più efficaci.
L’analisi territoriale ci mostra lievi ma preoccupanti segnali sul fronte demografico nelle aree rurali: cala il flusso migratorio che aveva permesso, negli anni scorsi, di rivedere il segno positivo nella popolazione delle aree rurali montane dopo molti decenni di declino. Il persistere della crisi ha certamente inciso su questo fronte; inoltre si conferma la gravità della desertificazione commerciale delle aree più interne della regione che, unita ai noti problemi di erogazione di servizi essenziali, non incoraggia l’insediamento di popolazione nell’alta collina e nella montagna, anche se non mancano casi di neoruralismo interessanti.
Un consistente approfondimento è dedicato alle politiche per le aree montane, analizzando le principali misure del PSR espressamente dedicate a questi territori e lo stato di attuazione di LEADER. Questa parte si conclude con un primo tentativo di analisi congiunta, in ottica rurale, delle diverse fonti di finanziamento afferenti alla politica di coesione.





